Si è trattato di una narrazione il cui filo conduttore è stata la natura messa in pericolo da comportamenti e stili di vita umani. Il percorso narrativo ha tradotto in storie l’attenzione verso l’ambiente che ci ospita, promuovendo la consapevolezza e la responsabilità delle proprie azioni. Dal noto Elzéard Bouffier (da “L’uomo che piantava alberi” di J. Giono) si è passati ad altri racconti forse mai sentiti come “I due fiammiferi” di R.L. Stevenson , per le classi prime, seconde e terze “La città dei fiori” di E. Hasler, mentre per per le classi quarte e quinte il racconto del collasso dell’Isola di Pasqua. Si è trattato di una narrazione che ha nutrito l'immaginario e, mediante la voce affabulatoria e le tecniche attoriali del contastorie, ha attivato meccanismi di comprensione che sono andati oltre la pure razionalità.















